Il progetto Boom migliora il percorso di cura nel tumore al seno

Il progetto Boom migliora il percorso di cura nel tumore al seno

  • di Redazione
  • 15 Ottobre 2026
  • Italia ed estero

Quando si parla di qualità delle cure oncologiche, i primi indicatori a cui si pensa sono inevitabilmente quelli clinici: la risposta alla terapia, la sopravvivenza, la sicurezza delle cure. Ma per comprendere realmente il valore di un percorso assistenziale è necessario guardare anche oltre. Organizzazione, multidisciplinarietà, continuità della presa in carico e capacità di rispondere ai bisogni delle pazienti sono dimensioni altrettanto importanti.

È da questa visione che nasce BOOM – Breast Outputs and Outcomes Monitoring, progetto finalizzato allo sviluppo di un sistema multidimensionale di misurazione e monitoraggio del percorso diagnostico-terapeutico del tumore della mammella.

A dare concretezza clinica al progetto è soprattutto l’esperienza maturata presso l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori "Fondazione G. Pascale" di Napoli, attraverso il lavoro del gruppo guidato dal Prof. Michelino De Laurentiis, insieme alla Dott.ssa Roberta Caputo, impegnati da anni nella cura del carcinoma mammario e, in particolare, nella presa in carico delle pazienti con malattia metastatica. Con loro il VIMASS LAB dell’Università Parthenope di Napoli, insieme per trasformare l’esperienza clinica in nuovi strumenti di misurazione e miglioramento dei percorsi di cura.

Al Pascale l’attenzione verso le pazienti metastatiche si è tradotta nella costruzione di un percorso specifico, attraverso un GOM, Gruppo Oncologico Multidisciplinare, dedicato alla malattia metastatica, che, secondo quanto riferito dal team clinico, rappresenta un’esperienza unica nel panorama italiano.

Una scelta nata da un’esigenza concreta. Le pazienti con carcinoma mammario metastatico sono numerose e possono convivere a lungo con la malattia. Il loro percorso non può quindi essere letto esclusivamente attraverso il singolo trattamento, ma richiede continuità, multidisciplinarietà e una capacità costante di adattare l’assistenza ai bisogni che emergono nel tempo.

È su questa convinzione che il gruppo del Pascale ha costruito negli anni il proprio lavoro. "Abbiamo creduto fortemente nella necessità di creare un percorso specificamente dedicato alle pazienti con malattia metastatica e lavoriamo da anni in questa direzione. Sono tante e hanno bisogni complessi, che richiedono una presa in carico strutturata e continuativa. Vogliamo offrire loro una cura speciale, costruita intorno alle loro necessità, ed esserci attivamente durante tutto il percorso di malattia", ha sottolineato il prof. De Laurentiis.

Una visione condivisa dalla dott.ssa Roberta Caputo, che richiama l’attenzione sulla necessità di considerare la persona oltre la singola prestazione clinica. "Prendersi cura di una paziente con malattia metastatica significa accompagnarla nel tempo. Non possiamo limitarci al momento della terapia: dobbiamo ascoltare i suoi bisogni, comprendere come cambiano nelle diverse fasi della malattia e costruire risposte che siano realmente adeguate. Il nostro impegno nasce proprio dalla volontà di esserci e di offrire a queste donne un percorso dedicato", ha spiegato Caputo.

È proprio dall’esperienza maturata quotidianamente nella presa in carico delle pazienti che BOOM intende partire, trasformando la pratica clinica in informazioni misurabili e utili al miglioramento dell’assistenza. Il progetto, della durata di 12 mesi, prevede lo sviluppo di un cruscotto multidimensionale dedicato al percorso mammella, capace di integrare risultati clinici, aspetti organizzativi, risorse ed esperienza delle pazienti. In questa prospettiva, il GOM del Pascale dedicato alla malattia metastatica rappresenta un’esperienza particolarmente significativa. Il confronto coinvolge anche il CROB di Rionero in Vulture e l’IRCCS Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari. Il progetto BOOM, i cui risultati saranno presentati nella primavera del 2027, è realizzato con il contributo non condizionante di Novartis.