Be kind, if you will, not nice
- di Redazione
- 8 Ottobre 2026
- La collana di perle di Giulia
L'amica Giulia Muntoni ci invita a riflettere sull'importanza dei nostri confini e sulla differenza tra cordialità e gentilezza
Non aspettate di avere una malattia seria per tutelare i vostri "confini". Non fa bene a nessuno, ma soprattutto non fa bene a voi.
Ci hanno insegnato che bisogna porgere l’altra guancia ma secondo me c’è un’enorme differenza tra l’essere gentili e il dimenticarsi del proprio bene. E io questo l’ho imparato solo dopo DUE tumori.
Esiste un egoismo sano che nulla ha a che fare con l’ignorare i bisogni degli altri, ma ha tutto a che fare con la nozione che soltanto un essere intero può aiutarne uno a pezzi.
E dovremmo sempre essere noi a stabilire di cosa abbiamo bisogno per poter restare interi, senza convenienti formalismi, mentre ci imponiamo di non nuocere gratuitamente.C’è una scrittrice africana che adoro e che esprime perfettamente quello che intendo:
"Per favore, non essere cordiale. Sii gentile perché la gentilezza è una misura della nostra umanità, ma non essere cordiale. Cordiale significa voler piacere, sempre. Cordiale significa mettere a tacere le verità scomode. Cordiale significa scegliere di stare sempre a proprio agio. Cordiale significa lasciare andare il coraggio. Cordiale significa parlare di pace ma non di giustizia. "Cordiale" non rifarà il mondo e c’è così tanto nel nostro mondo che ha bisogno di essere rifatto."
Questo non significa diventare ostile ma piuttosto sapere quando vale la pena di lottare per ciò che davvero conta, per salvaguardare quelle parti di noi che non possono accettare compromessi.
Una cosa è tutelarsi coraggiosamente, un’altra vivere in guerra.
