Le mappe astronomiche aiutano a prevedere la risposta alle cure
- di Redazione
- 15 Settembre 2026
- Italia ed estero
Le tecniche sviluppate per costruire le grandi mappe dell'universo applicate ai tessuti tumorali per capire meglio come è organizzato il cancro e individuare nuovi segnali utili a prevedere la risposta alle terapie: è il principio di AstroPath, la piattaforma illustrata da Janis Taube, professoressa di dermatologia, oncologia e patologia e direttrice della Division of Dermatopathology della Johns Hopkins University, all'11esimo Annual Meeting di Alleanza contro il cancro, la Rete Oncologica del ministero della Salute, che si è tenuto a Napoli dal 10 al 12 settembre in collaborazione con l'Irccs Fondazione Pascale. Il funzionamento richiama quello delle mappe del cielo: migliaia di immagini vengono allineate e riunite in un'unica rappresentazione.
Al posto di stelle e galassie, il sistema individua cellule tumorali e cellule del sistema immunitario, registrando dove si trovano e come sono distribuite. L'obiettivo è andare oltre i biomarcatori tradizionali, cioè quelle caratteristiche biologiche utilizzate per ottenere informazioni sul tumore e sulla possibile risposta ai farmaci. Non conta infatti soltanto quanto un determinato segnale sia presente, ma anche su quali cellule si trovi, quali altre cellule gli siano vicine e come queste interagiscano tra loro. Nel melanoma avanzato, AstroPath ha già permesso di individuare particolari combinazioni di cellule immunitarie associate alla risposta e alla sopravvivenza dopo immunoterapia.
Gli sviluppi più recenti riguardano anche il carcinoma polmonare non a piccole cellule. La prospettiva è quella di leggere il tumore come una vera mappa di relazioni tra cellule, con l'obiettivo di ottenere strumenti più precisi per capire quali pazienti possano beneficiare maggiormente di determinate terapie.
