Trattamento chirurgico

Trattamento chirurgico

  • di Redazione
  • 13 Dicembre 2016
  • Diagnosi e terapie

Una volta accertata la presenza del carcinoma, in genere si decide per un intervento chirurgico, grazie al quale tutte le presenze tumorali visibili vengono asportate.

La chirurgia rappresenta uno step centrale del trattamento del tumore ovarico. Essa è utilizzata per porre la diagnosi della malattia e per la stadiazione del tumore ovarico, oltre che per rimuoverlo il più radicalmente possibile.

E' quindi fondamentale che questa operazione sia effettuata da un chirurgo oncologo ginecologo specializzato in questo tipo di tumore. Se la malattia viene asportata radicalmente il guadagno in termini di sopravvivenza per la paziente arriva a 40 mesi rispetto a pazienti in cui l’intervento chirurgico non ha asportato completamente la malattia.

Tipologia dell’intervento chirurgico 

A seconda dell'età della paziente e dello stadio a cui la malattia viene scoperta, il chirurgo può decidere per diversi tipi di interventi, più o meno invasivi.

La chirurgia conservativa è consigliata negli stadi precoci del carcinoma e soprattutto per le donne che intendono ancora avere figli, e può essere effettuata anche con tecniche robotizzate e mini-invasive. In questo caso c'è un piccolo aumento del rischio di recidive rispetto alla chirurgia radicale e la necessità di sottoporsi ad un follow-up intensivo. Nei casi in cui il carcinoma si presenta più avanzato, il medico può decidere per una citoriduzione primaria o secondaria a seconda della radicalità dell'intervento che si ritiene necessario.

La citoriduzione primaria si effettua nei casi in cui la malattia si è diffusa nella pelvi e nella cavità addominale ed ha l'obiettivo di asportare tutta la malattia macroscopicamente visibile. La prognosi e la sopravvivenza di queste pazienti sono correlate al tumore residuo di questo primo intervento chirurgico. Per questa ragione è molto importante che la chirurgia citoriduttiva sia eseguita correttamente da una equìpe di ginecologi oncologi specializzati nella cura di questi tumori.

La citoriduzione secondaria riguarda invece pazienti con recidiva di neoplasia ovarica, o sottoposte inizialmente a solo trattamento chemioterapico. Per individuare e localizzare recidive di malattia la paziente deve sottoporsi a rigorosi controlli radiologici, ematologici e clinici, effettuati da specialisti esperti e dedicati alla cura del tumore dell'ovaio.

Anche nelle pazienti con malattia allo stadio iniziale, la chirurgia svolge un ruolo fondamentale. Permette infatti una corretta stadiazione al fine di impostare un adeguato management post-operatorio. Inoltre, in mani esperte, l’approccio chirurgico può essere "modulato" in funzione della diffusione di malattia, dell’età della paziente e del suo desiderio riproduttivo.
 

Fonti

ACTO ONLUS - Alleanza contro il tumore ovarico

AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro