Start back from silence

Start back from silence

  • di Redazione
  • 30 Ottobre 2026
  • La collana di perle di Giulia

L'amica Giulia Muntoni abbraccia l'aria di cambiamento che porta una nuova accettazione di sè

Questa parte della mia vita si chiama "Silenzio". Non so esattamente quando io abbia smesso di ascoltare quello che la Vita aveva da dirmi, ma so che ne sto pagando le conseguenze.
Anche se spesso mi sembra di aver già vissuto decine di vite diverse, questa presente, qui ed ora, ha bisogno di me. Ma io sono altrove da qualche tempo.
Spalanco le braccia per accogliere questa morbida presenza che tutto ovatta e allontana. Ci salto dentro senza guardarmi indietro, come ci si abbandona ad un destino.
Quanto rumore ho tenuto intorno pur di non pensare troppo, sento che mi ha lasciato addosso dei graffi, l’ho subìto e cercato allo stesso tempo.
In questi ultimi anni mi sono comportata come se fossi spettatrice della mia stessa vita. La terapia continua a lasciarmi cicatrici sull’anima, colpi che a poco a poco disintegrano sempre più la mia fiducia in me stessa, a iniziare dal mio aspetto.

Eppure, io mi sento rassegnata, non mi carico di quella rabbia positiva che potrebbe agire da carburante per cambiare quello che non mi piace. Come se non fossi neanche in grado di provare.
Non è questa la Giulia che ricordavo. Del resto, chi mi osserva non potrebbe mai intuire quali lotte furiose io stia combattendo. Solitamente, si pensa alla costante paura che una TAC vada male. Ma il mio gomitolo di emozioni è molto più complesso di così.
Emblematicamente, ho smesso di rifugiarmi nello scrivere, perché quella fame di riempire il foglio bianco coi miei pensieri è l’unico appetito che non ho più. E questo mi dice tutto. Mi spiega perché la mia testa sia piena di pensieri che stanno lì, tutti incollati tra loro, incapaci di riversarsi in scrittura.

"Il silenzio è estremamente accurato" diceva Rothko.
Ed è da lì che ripartirò. Il mio unico proposito sarà disimparare tutto quello che credevo di sapere su di me, di sapere o non saper fare.
La chemio mi aveva trovata sana e "vincente". La terapia biologica, protratta a oltranza, mi ha logorato ai fianchi. È necessario che io cambi mentalità. Stesso nemico, battaglia diversa.
Magari la versione di Giulia del futuro sarà quella che amerò di più. Di certo, me lo auguro.