A different kind of rhythm
- di Redazione
- 31 Luglio 2026
- La collana di perle di Giulia
Unica e preziosa,è la parla dell’amica Giulia Muntoni
"Ora vorrei pace, e basta" diceva Pavese in una lettera. Non è quello che vogliamo tutti? In questa estate torrida, di guerre vicine e lontane, di immagini atroci sbattute in faccia ogni due minuti, banalità e affanni. Faccio una fatica immane, ogni giorno, per stare al passo con il ritmo delle mie giornate: il lavoro, la casa, gli appuntamenti medici, gli spostamenti in una città caotica e sempre più pericolosa. Quando però, mi fermo, in realtà arriva la magia, è come se mi svegliassi da un brutto sogno. Quando mi fermo lo so: che esiste soltanto un’energia benevola e completa con la quale possiamo decidere di sintonizzarci o meno. Non "altri" che giudicano. Non esami continui da passare. Chi si ferma è salvo. Chi si lascia accompagnare dalla corrente, chi semplicemente fa quello che può con quello che ha, è lui che spinge via i macigni dal suo corso. E quando lascio che le parole che ho dentro sgorghino fuori come l’acqua più pura da una fontana, allora sento che non tutto è perduto, persino per me, che troppo spesso mi sento impotente, in un corpo che non mi obbedisce tanto e mille dubbi sul futuro. Quando mi esprimo, ogni parola è così accurata e potente. Quando riesco a mettere in ordine su una pagina gli echi dei mille mondi che mi si agitano dentro, allora qualcosa si accende. Non ragiono più in termini di energie perse o da rincorrere, di salute fragile e compromessa. Sono il centro di un pulsare che mai si è esaurisce, indosso le mie ali e non c’è esitazione che mi riporti a terra. E’ questo il potere delle passioni.
Allora, anche per chi non lotti contro terapie oncologiche, forse quello che conta è essere grati quando ci si riesce. E il resto del tempo, essere almeno vigili in modo che, non appena un barlume di luce si affaccia in mezzo al nostro grigio, possiamo essere i primi ad accorgercene e ad apprezzarlo.
