Tumore al seno, come parlare della malattia ai figli

Tumore al seno, come parlare della malattia ai figli

  • di Redazione
  • 29 Ottobre 2025
  • Sardegna

Affrontare un tumore non è solo lottare contro la malattia, ci sono molti risvolti del vivere quotidiano con cui farei i conti. L'associazione culturale Donne+Donne ha deciso di lanciare una campagna per affrontare uno di questi temi, ossia, come parlare della malattia ai figli. Con il patrocinio del Comune di Sassari, l'associazione ha stampato e affisso in città dei poster murari che vogliono portare alla luce un tema spesso taciuto, ma reale e che spesso può rappresentare un dilemma.

La campagna muraria si chiama "Oggi mamma mi ha detto... Ho un tumore al seno - L'adolescente racconta". È un progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione di Sardegna e con due istituti scolastici pilota del territorio: l'Istituto comprensivo statale di Sorso-Sennori e l'Istituto tecnico industriale G.M. Angioy di Sassari.
"Fino a oggi le nostre attività si sono concentrate sull'informazione e la prevenzione del tumore mammario. Oggi vogliamo affrontare un aspetto troppo spesso trascurato: come comunicare ai figli la propria malattia, uno dei momenti più difficili per le donne che ricevono una diagnosi di tumore al seno", ha spiegato Daniela Cermelli, presidente di Donne+Donne.

L'obiettivo è chiaro: accendere i riflettori su una realtà invisibile, ancora priva di un adeguato supporto istituzionale. In Italia il 6,6% degli adolescenti tra i 15 e i 24 anni è considerato young caregiver (giovani che si prendono cura di un familiare malato), senza che esistano leggi o programmi specifici di sostegno, a differenza di quanto accade in altri Paesi europei. Le conseguenze possono essere molteplici: distress emotivo, ansia generalizzata, depressione, aggressività, isolamento sociale (Hikikomori), disturbi del sonno e dell'alimentazione, difficoltà scolastiche e rischio di abbandono. Il progetto dà spazio proprio a queste 'voci silenziose', invitando i ragazzi a raccontare la propria esperienza con linguaggi a loro vicini, artistici, letterari, multimediali, sotto la guida di insegnanti, psicologi e artisti.