Tumori, in Europa la qualità della ricerca è alta ma diminuiscono le sperimentazioni
- di Redazione
- 23 Settembre 2026
- Italia ed estero
Curigliano spiega che senza investimenti in ricerca e sviluppo, il rischio è dover comprare tutto
L'Europa perde terreno nell'attrazione e nell'attivazione delle sperimentazioni cliniche oncologiche promosse dall'industria e dedicate alle prime fasi di sviluppo dei farmaci, nonostante mantenga un'ottima capacità scientifica e d'innovazione. A evidenziarlo è, ancora una volta, Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dello IEO di Milano, in occasione dell'Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro a Napoli organizzato in collaborazione con Irccs Fondazione Pascale. Se pensiamo alle sperimentazioni aperte al reclutamento, il gap è ampio: 5.200 studi negli Stati Uniti, 5.300 in Asia e 3.000 in Europa.
Come ha spiegato Curigliano le aziende farmaceutiche tendono a concentrare i trial in poche strutture, escludendo spesso i centri europei dallo sviluppo iniziale delle molecole e questo accade soprattutto con gli studi in fase I
Ma l’Italia sembra molto forte sul versante accademico, grazie anche agli investimenti di Aifa e Airc. Infatti, con 495 sperimentazioni, è dietro alla Spagna, con 708 sperimentazioni, a Francia, con 635, e Regno Unito, con 520. "Non è affatto vero che vi sia una crisi dell'innovazione in Europa: la ricerca europea è ancora valida e innovativa - ha sottolineato Curigliano -. Il problema riguarda dunque la capacità di trasformare la qualità scientifica in sperimentazioni, sviluppo industriale e accesso tempestivo alle terapie". Per Curigliano servono dunque risposte coordinate a livello europeo, accompagnate da interventi nazionali: maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, laboratori, infrastrutture.
