Lo shopping al tempo del Coronavirus

Lo shopping al tempo del Coronavirus

  • di Redazione
  • 16 Giugno 2020
  • Rita, poesie e non solo

La magica Rita Meleddu ci racconta le peripezie degli acquisti durante questo periodo di convivenza con il Covid-19

Venerdì come solito ormai da anni e anni, ho fatto la chemio; ormai non le conto più, sono talmente tante che mi perdo anche a contarle, ma ho abbondantemente superato 160/170 infusioni. Non vinco nulla se ne faccio altre e non devo battere nessun record, ormai anzi sto arrivando a non poterne fare tante altre ancora, perché il mio corpo è stanco, mi accorgo che solo la mia determinazione e forza di volontà mi fanno proseguire in cure forti e pesanti che però non porteranno mai a guarigione, mi stanno solo aiutando, e si continua così, alternando giorni buoni a giorni come questi ultimi post chemio, decisamente pesanti. Ormai la malattia si è fatta ancora più sfacciata di quanto sia stata sempre, e pretende ogni giorno un pezzettino di me. Sono ormai talmente tante le cose da seguire al livello della malattia che sta attaccando violenta da più fronti, che non si sa neanche quasi cosa fare. Come dico sempre, con l'aiuto prezioso e insostituibile della mia dottoressa, che ringrazio sempre per quanto sta facendo per me, che come dico sempre; non facciamo a tempo a tappare uno o più buchi, che subito o quasi, un altro se ne riapre. 

So che la malattia sta affilando ancora più le armi, e spera nella mia debolezza per sferrare l'attacco finale, ho dolori dappertutto, ora anche la bocca mi dà problemi, mai avuto afte o fastidi alla bocca in tutti questi anni, e ora invece ci si è messa pure lei, e ho dolori quando cerco di mangiare, quello sarebbe il danno minore, visto che ho messo su peso, però mi devo anche nutrire, e se alla fine quello che deve essere un piacere, diventa un dolore, non va mica bene.  Il cortisone poi mi sta facendo diventare una mongolfiera, ma è impensabile non prenderlo, visto che dovrebbe (usiamo il condizionale che è meglio), togliermi o almeno far scendere l'edema cerebrale che si capisce bene, non è un fattore molto positivo, anzi, non lo è per nulla, non è mai piacevole avere liquido all'interno della testa...
Ma il titolo del racconto di oggi parla d'altro, e lasciamo da parte la malattia che come dico spesso, è un argomento antipatico e che alla fine viene persino a noia, e parliamo un po' dello shopping ai tempi del Coronavirus, o meglio dello shopping che non c'è stato ai tempi del Coronavirus, se non acquistando online, visto che tutti i negozi di ogni genere di articoli, esclusi gli alimentari e qualche altro, erano chiusi.

Durante la forzata reclusione non sono uscita una sola volta, se non per recarmi in ospedale, e anche lì andavo con un po' di paura, anche se a onor del vero, mi sono sempre sentita al sicuro, visto le accortezze adoperate in ospedale per la nostra e loro sicurezza. Alla spesa e alle varie commissioni provvedeva mio marito, e così sono passati i giorni,  poi finalmente siamo potuti  uscire tutti e riprendere le nostre abitudini.  Ricordo che i primi giorni della riapertura, moltissimi negozi erano ancora chiusi; era però aperto qualche bar, almeno questo, era tutto ancora molto irreale, e vedere un bar aperto era un ritorno alla normalità. Qualche giorno fa siamo capitati in un Centro commerciale, ormai tutti i negozi erano aperti e io dico la verità scalpitavo per entrare in uno di questi, ma giusto per fare un giretto...Ci credete? No vero???? E fate bene!! Mio marito che conosce bene il suo pollo, che sarei io, non mi ha dato retta, anzi mi ha proprio ignorato, come a dire "se la ignoro, non insiste". La verità, non avevo bisogno di nulla, ma ogni due per tre esclamavo cercando di muoverlo a compassione: "che bella quella borsa!!" Oppure: "guarda  quella maglia" ecc.
Ma mio marito non si è fatto commuovere e proseguiva dritto per la sua strada. Sfortunatamente per lui, sulla sua strada c'era un negozio di articoli per la casa, lo dico subito, mi serviva un portaritratti e basta, secondo vuoi sono uscita solo col portaritratti? Esatto, noooo!! Quando sono giunta all'ingresso del negozio, mi sono disinfettata le mani col gel posto all'ingresso del negozio, mentre mio marito, giuro, tentava di dissuadermi dall'entrare, e cercava di trascinarmi via, ma io non so come, ero tipo in trance e in men che non si dica, mi sono trovata dentro, giuro, sono stata trasportata all'interno del negozio da forze indipendenti dalla mia volontà, un po' come Santa Rita. 

Non voglio certo essere blasfema, ma si racconta che Santa Rita desiderasse una volta persi i figli e diventata vedova, entrare in convento, ma le monache e immagino quella simpaticona della madre superiora, glielo impedivano sempre, non la volevano insomma per tagliare corto, e invece un giorno Santa Rita si trovò all'interno del convento, non ci entrò con le sue gambe, ma venne diciamo, trasportata dentro il Convento, e da allora, lì rimase.  Ecco, anche a me è accaduta una cosa del genere, mi sono ritrovata dentro il negozio per cause indipendenti da me. A questo punto mio marito si è rassegnato, tanto conosce la mia testardaggine, e ha immediatamente assunto l'espressioni di chi è condotto al martirio, tipica dei mariti, ma degli uomini in generale, che devono assistere inermi, perché le donne li considerano meno dello scontrino che poi gli stessi uomini andranno a pagare, degli acquisti talvolta scellerati (questo bisogna ammetterlo) delle loro mogli o compagne che siano. Io mi sono detta "non mi incanta la tua aria afflitta, qui sono e qui rimango!" E ci sono rimasta eccome!!
Mi sono subito dedicata alla ricerca del portaritratti, ho trovato quello che piaceva  a me, e l'ho preso.  Ne ho visto anche un altro, e non me lo sono fatta scappare.  Mio marito girava sempre con quell'aria mesta per i fatti suoi, quando a un certo punto ho notato uno sguardo più vivace e mi sono chiesta cosa avesse visto di così interessante, mi avvicino a lui, e vedo che era attratto da un mestolo per versare la salsa, capirai l'acquisto, e però in effetti ci serviva e lo ha preso, visto che c'ero ho preso tre mestoli, possono sempre servire mi sono detta, poi a casa ho scoperto che alcuni li avevo già, e però questi sono nuovi e costavano una fesseria, come resistere? E il mestolo, detto "ragnatela", io almeno lo chiamo così, che serve per raccogliere le fritture? Visto e preso.  Proseguo il mio giro e addocchio dei bicchieri colorati, molto carini, manco a dirlo li prendo, delle pirofile piccole, possono sempre servire.  Che fai, te ne privi? Certo che no...

Sto quasi finendo il mio giro, con grande soddisfazione di mio marito, che mi teme, e non vedeva l'ora di pagare e uscire in tutta fretta dal negozio, prima che comprassi anche i cartelloni che annunciano gli sconti e le offerte speciali, quando vedo dei set di posate colorate, delle quali tanto per cambiare, non ne facevo assolutamente nulla, ma come resistere? Erano proposte in tre colori; giustamente ne compro tre set, e finalmente (mio marito gioiva) mi reco alla cassa a pagare e andiamo via. Giunti a casa, mi rendo conto che si io ho preso tre set di posate, ma a casa siamo in quattro, e se metto le posate nuove quando apparecchio, uno di noi rimane senza posate nuove. "Eh no, dico a voce alta, ho sbagliato, dovrò tornare in quel negozio per comprare le posate mancanti" Giuro, ho visto mio marito sbiancare, non ha aperto becco, si è chiuso in un mutismo dal quale non è ancora uscito!