Al peggio non c'è mai fine

Al peggio non c'è mai fine

  • di Redazione
  • 5 Novembre 2019
  • Rita, poesie e non solo

Ritorna l’atteso appuntamento del martedì con la rubrica curata dalla nostra amica Rita Meleddu, "Rita, poesie e non solo"

Ecco questa che sto per raccontarvi mi mancava.  Scrivo domenica 3 novembre 2019, alle ore 19  (meglio essere sempre precisi, questo mio racconto potrebbe passare ai posteri, non si sa mai), e questo accadimento risale alle prime ore del mattino del 25 ottobre, dunque esattamente 9 giorni e mezzo prima. Ma che è successo di così sconvolgente da meritare la dedica di un racconto? Abbiate pazienza e lo scoprirete. Avete pazientato? Ecco ora vi metto al corrente dei fatti. Si potrebbero esporre in neanche 2 righe:  la notte di giovedi 24 ottobre sono andata a letto con la mia bella voce squillante, venerdi 25 ottobre, mi sveglio alle 4 del mattino completamente priva di voce. Giuro, non riuscivo a parlare, fine!!! Ecco questo racconto si sarebbe potuto intitolare "la triste storia di una sfigata afona" e invece mi è piaciuto intitolarlo "Al peggio non c'è mai fine", perché nel mio caso è davvero così. Passo da una cosa all'altra. Settimame terribili si alternano a settimane decisamente più vivibili, ma quello che mi stupisce è la quantità di situazioni avverse che mi succedono e si susseguono. Ora non ho già dato abbastanza? Evidentemente no, e quindi pigliamoci anche questa. A parte il fatto che neppure io riesco a  immaginarmi taciturna, credo che nessuno di quelli che mi conoscono, lo credono possibile, eppure è cosi, delle volte non posso assolutamente parlare, se non con grande sforzo e affanno. È come se avessi fatto a piedi 5 rampe di scale. 

Tutta questa faccenda comincia a preoccuparmi, ormai sono troppi giorni che ho questa simil voce, brutta e sgraziata, sembra la voce di una nota donna politica, e ormai non mi resta che rivolgermi al medico per ricevere aiuto.  Ma voglio tornare a giovedì notte. Poiché la notte stava iniziando a rinfrescare, vado a letto indossando una canottiera e una maglietta, però durante la notte comincio ad avere molto caldo e decido di togliere la maglietta, mi sono riaddormentata e al mattino la lieta sorpresa.  Ho pensato che una volta  spogliatami, avessi preso freddo, o mi fossi sudata, e quindi ho addebitato a questo la mancanza di voce. Sinceramente non le ho dato nessun peso, non era la prima volta che mi ritrovavo afona, ero però un pochino stupita perché non avevo mal di gola o altro fastidio.  Così visto che il giorno avevo le visita in ospedale e le conseguenti  probabili cure, quando l'oncologo mi chiama e una volta entrata in ambulatorio mi chiede come sto, gli dico che sto bene, la verità, solo che sono completamente priva di voce, ma non ho nessun altro disturbo, a questo punto mi chiede se ho febbre, in quel caso non avrei potuto fare la terapia, alla mia risposta negativa, mi dà l'ok per fare la chemio, visto che i miei esami ematici erano buoni, io lo ringrazio e lascio l'ambulatorio.  Ma chi mai avrebbe pensato che questa cosa presa sottogamba e banale, si sarebbe protratta per così tanto tempo? Dico la verità, i primi giorni non mi sono preoccupata, mi tornerà la voce pensavo, poi col passar dei giorni ho iniziato a preoccuparmi.  Cosa faccio poi? Una cosa che non andrebbe mai fatta, vado a cercare qualcosa riguardo il mio problema, su Google, mai l'avessi fatto, tutti i sintomi ce li ho io e  non promettono niente di buono.

Quasi sempre quando la raucedine persiste per giorni e giorni, a detta di Google, può essere riferibile a un tumore. Che scoperta, il tumore ce l'ho già, non mi preoccupa tanto sapere che posso averlo in parti che finora non hanno avuto l'onore di essere visitate dal tumore, quanto le indagini e gli esami non proprio piacevoli che si eseguono  per scoprire se la mancanza di voce è veramente riferibili a tumore. Ci tengo a dire che naturalmente non sempre una raucedine che perdura è dovuta alla presenza di un tumore, e consiglio a tutti di non andare mai a cercare sintomi e soluzioni alla scuola di Google, perché la stessa serve solo a far spaventare le persone che niente comprendono di medicina.  Fidiamoci solo dei medici seri, di quelli che la sedia a scuola non l'hanno solamente scaldata; ma hanno studiato davvero con impegno e sanno quello che fanno. Non si ha idea di quante persone abbiano avuto la vita distrutta per aver dato retta a chi non ha nessuna conoscenza medica, e sulla rete abbondano, e peggio ancora a cialtroni e guaritori vari.  Credetemi, il cancro lo si vince con le cure mediche appropriate, non bevendo beveroni, o assumendo bicarbonato o succo di limone. Sono soluzioni che agli occhi anche di un profano appaiono ridicole e insensate, purtroppo ci sono persone disperate e si buttano su tutto ciò che gli viene proposto o che non hanno la capacità di scindere il vero dal falso. Scusate la divagazione ma questa cosa che "l'ho letta in  Internet" (prima si diceva "l'ha detto la televisione"), come a dire che è per forza vera, mi fa incavolare molto, per i danni che può fare. Ripeto, ascoltiamo e seguiamo solo i medici veri, che vogliono il nostro bene e non il nostro male.

Torniamo a noi ora,  per riacquistare l'uso della parola ho provato tutti i rimedi casalinghi, latte caldo col miele prima di andare a letto, miele mischiato a succo di limone a digiuno, sciacqui con acqua e bicarbonato, tenere la voce a riposo (una parola), ma niente, la voce non torna e basta. Non so più cosa provare, fino a che non mi viene in mente che la mancanza di voce può essere dovuta a reflusso esofageo e provo a prendere le bustine di sodio alginato + potassio bicarbonato che si assumono in questi casi. Lo so che non bisogna assumere medicinali senza consultare il medico, ma io li provo sulla mia pelle e però me ne guardo bene dal consigliarli ad altri. Morale, comincio a prendere le bustine sabato mattina e oggi mi sveglio con la mia voce squillante. Quasi grido al miracolo dalla gioia, ma i miracoli non sono per tutti e francamente non mi sento di scomodare il buon Dio per una questione di lana caprina come la mancanza di voce, che però potrebbe rivelarsi più seria di quello che immagino, e in ogni caso ho parlato troppo presto, a metà mattina, la voce mi abbandona nuovamente, e sono di nuovo punto e a capo.  Domani andrò dal mio medico, e forse ho aspettato anche tanto, poi vi saprò dire, voi intanto se avete consigli e rimedi  da suggerirmi, non fatevi scrupoli e illuminatemi perché davvero no ne posso più.