Rebuilding

  • di Redazione
  • 12 Dicembre 2025
  • La collana di perle di Giulia

La nostra Giulia Muntoni racconta l'intimità dei suoi pensieri in una perla che sa di poesia

"L'abbondanza non è qualcosa che acquisisci, è qualcosa su cui devi sintonizzarti".
Vale anche per la conoscenza di sé, credo. Ma non intendo solo il conoscere i propri gusti e scoprire gli interessi. Parlo di quella onestà brutale attraverso la quale entrare in contatto con la propria anima nuda, per capire davvero chi siamo. E osservarla, prima che scattino giudizi o commentari. Io sono testimone del fatto che non si tratta di un percorso con una partenza e un arrivo, quanto piuttosto di un processo infinito, lungo e snervante, con curve, dossi, cime e scarpate. Quando si riesce ad avere un’occhiata d’insieme, è una vittoria da celebrare, anche se quell’occhiata dovesse rivelare un’anima sull’abisso. 
È quello che siamo. E potrebbe non piacerci.

Esattamente cinque anni fa mi sottoponevo al sesto intervento chirurgico della mia vita per rimuovere un nodulo che, per la seconda volta, si sarebbe rivelato maligno. La mia sesta anestesia. La sesta volta in cui mi è toccato trovare la concentrazione psicologica per essere presente a me stessa abbastanza da accettare e affrontare quello che sarebbe venuto. Un’ennesima curva. Sul momento si salta e si spera di non schiantarsi. Salvarsi è tutto. Ma, se si sopravvive, quando si sopravvive, bisogna capire chi si è diventati. Quali pezzi di noi abbiamo lasciato incustoditi mentre eravamo impegnati a non morire. Io questo inventario lo sto ancora facendo. Qui, dove sono atterrata, poco di quello che conoscevo si è salvato. Tranne il coraggio di guardarmi nuda e cruda. Sono stati anni di alti e bassi, ma la mia volontà di ricostruire non si è mai fermata. E non si fermerà.