Nothing is lost
- di Redazione
- 19 Dicembre 2025
- La collana di perle di Giulia
Quanto è vero che nulla è perso, ce lo racconta l’amica Giulia Muntoni
"Nulla è mai veramente perduto, o può venir perduto,
Non nascita, identità, forma – oggetto alcuno del mondo.
Non vita, non forza, né cosa alcuna visibile"
Quanto ha ragione Walt Whitman. Niente di quello che siamo muore mai, davvero. Così come, finché siamo qui, non ci vuole molto, infatti quasi nulla, per essere "salvi".
Dobbiamo solo tendere una mano e scegliere. Perché tutti, quotidianamente, percepiamo qualcosa in noi che tira verso il basso. Una pressione costante, faticosa da contrastare. Un senso di colpa per qualcosa che siamo, che non siamo abbastanza o che vorremmo saper fare. O dire.
Una sensazione di inadeguatezza, che vorremmo poter mandare via ma che non si muove. Resta ancorata ai tanti, troppi giudizi negativi che riserviamo a noi stessi. Che bravi noi, ad auto sabotarci. Come diventiamo impietosi e severi, quando l’imputato abbia le nostre sembianze. Spesso non c’è neanche bisogno di formulare un pensiero. È più una sensazione, il peso di un’ombra che ci avvolge, il freddo del mancato riparo.
Ma non è vero. L’anima c’è, basta accenderla. Allungarsi verso il calore della salvezza, così simile a quello che sentivo quando, da bambina, uscivo a fare commissioni con mio padre. O quando tornavo a casa, a inizio settembre, la scuola quasi aperta e i tanti impegni all’orizzonte. Ma nell’accoglienza del familiare, nella protezione dell’amore trionfava limpida la sensazione che qualunque guaio potesse esistere, sarebbe rimasto fuori dalla porta. L’edificio invisibile della mia difesa non era un appartamento ma i cuori di chi avevo intorno, e la pace che la sera mi sussurrava da una finestra aperta sul tramonto.
Il calore della salvezza è ancora dentro e intorno a noi, nell’energia stessa che ci tiene in vita, in quell’ordine invisibile che guida il nostro spirito quando siamo coraggiosi e onesti.
Certo, son lontanissime quelle serate di pace e quei tramonti così limpidi. Anche mio padre non è più visibile ma io lo sento qui, forte e chiaro. È anche a lui che lo devo: quando mi sento persa, fermarmi e pensare a quella protezione assoluta, calda come i raggi del sole. E mi rendo conto che sono stata io ad allontanarmene, dandomi in pasto al dubbio di non meritarla. Non devo fare neanche un passo, per ritrovarla. Solo tendere una metaforica mano a me e agli altri. A quel "noi" che in un colpo solo uccide ogni ostilità, e ci fa sentire più uniti in questo esistere pieno di presenze che a mala pena percepiamo.
C’è chi la trova nello sguardo di una persona cara o nella dedizione data agli altri. Per me è nella consapevolezza che TUTTO è UNO e che quest’Uno è sempre, e per sempre sarà, inevitabilmente, permeato dalla Grazia.
