ZeppOLÉ

  • di Redazione
  • 25 Febbraio 2021
  • Il peso della determinazione

Torna la simpatia di Sonia Aresu e della sua rubrica "Il peso della determinazione" che ci parla di uno specialissimo dolce di carnevale: le zeppole!

Non so voi, ma questo carnevale non l'ho minimamente percepito! Sarà per la perdita di una cara amica, per il divieto delle sfilate e dei festeggiamenti e per il fatto che il giovedì ed il martedì grasso, le maschere, le trombette, i coriandoli e la zeppolata "a facc'e pari" con le amiche, siano saltati.
Chi mi conosce bene sa quanto ami le zeppole, sarà la frittura mista allo zucchero, sarà che una tira l'altra alla velocità della luce così come l'ago della bilancia viri dalla parte destra, ma una cosa è certa: non è carnevale senza le zeppole! A tal proposito, vorrei raccontarvi una cosa mi capitò qualche anno fa.

Prima di venire a conoscenza del tumore, fui ricoverata un mese in ospedale. Ero perseguitata da una febbricciattola costante che non accennava a scendere, inappetenza (quella, visto il mio peso, fu ben gradita), gonfiore addominale e forte debolezza. Per giorni e giorni la temperatura non accennò a diminuire, le pensarono tutte: da un'infiammazione generata da una cisti ovarica a un'infezione, senza mai ipotizzare ciò che invece venne scoperto dall'esame istologico dopo l'operazione: tumore all'ovaio sinistro. Ma torniamo a noi, la cura dei vari antibiotici che dovetti assumere, fece salire la glicemia talmente alle stelle da trasformare il sangue in Lambrusco. Seguii un ristretto regime alimentare e proprio quella sera, mia cugina Manu, nonché madrina di cresima, ebbe la brillante idea di portarmi un vassoio pieno di zeppole calde.

Tipo segugio riconobbi l'odore da chilometri di distanza e quando giunse al mio cospetto, in quel preciso istante, presi una tra le decisioni più difficili: PESTARMI LE MANI E RINUNCIARE A LORO. Mentre le papille gustative si preparavano già a ballare il twist, senza pensarci offrii i dolci, fragranti e ancora fumanti, alle amiche di camera. Le osservai goduriose e mi rimproverai: "vedi Sonia, tu hai esagerato ed ora ti attacchi al tram!" Passarono i giorni e i valori tornarono stabili e solo in quel momento capii che erano stati gli antibiotici a fare salire il livello della glicemia! Quindi? Mi stavano comunicando che non ero diabetica ed avrei potuto mangiare le zeppole? E va beh, mi sono rifatta ampiamente, gli anni successivi. Sono passati  più di sei anni da quel giorno e anche molte zeppole.