L' Anima

  • di Redazione
  • 9 Novembre 2020
  • Ascoltare, meditare e amare

È sempre un piacere leggere i suoi racconti, l’amica Donatella Uda ci conduce in un incantevole viaggio guidato dalle profonde parole dell’Anima 

Quanta gente tra le strade di Cagliari! Mi fermo ad ammirare le navi attraccate al porto, sento il profumo del mare, il sole che si specchia con i raggi sull'acqua, guardo le auto sfrecciare ma mentre osservo tutto ciò sento il piangere sommesso, appena percettibile di una giovane donna che, seduta su una panchina della grande piazza che si affaccia sul porto, volge lo sguardo verso il vuoto... Come se non sentisse il frastuono di clacson e la gente che chiacchiera e ride incurante di lei. Io sono lì, con lei, io so cosa sente, cosa prova e cosa si porta dentro, vorrei poter asciugare ogni sua lacrima che scende lentamente su quel dolcissimo viso. 
Lei è, lì, che attende un'amica, è senza un telefono, in una città che non conosce, ma ancor peggio, non comprende neanche una parola di ciò che le persone dicono perché arriva da tanto lontano, da un paese che amava e ha dovuto lasciare anche se mai lo avrebbe voluto fare. Sento ora il suo dolore, quel dolore che lacera il cuore per aver dovuto lasciare il suo bambino, la sua vita, il suo ossigeno, non poteva portarlo con sé; scappare lontano era l'unico modo che aveva per stare distante da colui che l'aveva resa madre ma anche umiliata, ferita, delusa e devastata. Io sento la sua devastazione perché sono la sua Anima, sì, proprio io. Per questo riesco a leggere dentro di lei. Il marito, nonostante fosse un professionista molto noto, a causa di un brutto vizio, aveva procurato danni economici a tante persone e lei veniva continuamente cercata perché saldasse i suoi debiti. Povera giovane donna! Quanto vorrei poterla stringere forte per farle sentire quel calore di cui ha bisogno, vorrei poterla cullare e cantare: "Dormi, piccola, per dimenticare di quell'esistere incalzante che per certe circostanze ha reso duro il tuo cammino ma nel riposare ci devi ripensare...Vedrai che al tuo risveglio un raggio di sole ti passerà vicino e cancellerà quel tuo duro cammino". 
Quanto ti sta stretta questa città, mia cara amica, quanto è difficile non trovare niente che possa ricordarti il tuo paese, la tua casa, il profumo delle pietanze che preparavi con amore per il tuo bambino, non poterlo accarezzare, stringere al petto e addormentarti accanto a lui… Chissà quante lacrime scendono su quel visino che cerca disperatamente la sua mamma e si chiede il perché quella figura così importante si sia dissolta nel nulla e perché non sia più accanto a lui. Ma mentre il cielo grigio sembra schiarirsi con un magnifico raggio di sole che filtra prepotentemente dalle nuvole scure, così, improvvisamente, ecco che nelle tante giornate tristi e piene di solitudine, compare, dal nulla, una figura importante e meravigliosa che, in punta di piedi, silenziosamente … Sento… Sì ...Sento entrare nella tua vita travagliata dal dolore, proprio nel momento in cui hai un bisogno estremo di poter provare a parlare quella nuova lingua, di poter capire e farti capire. E sento come un battito di leggere e silenziose ali di una farfalla, riaffiorare pian piano la forza, il coraggio di poter presto realizzare tutti i sogni...No. Quel sogno!!! Essere lontana per sette anni dal tuo bambino non è stato facile, soprattutto perché si è sentito abbandonato, tradito da colei in cui credeva, che amava, che avrebbe voluto avere sempre accanto, in ogni attimo della sua giornata, ma, come per tutte le cose, il tempo aiuta, la pazienza guarisce ogni ferita e come non ricordare la celebre frase di Tolstoj "I più forti fra tutti i guerrieri sono il tempo e la pazienza"? Vedi, mia cara amica, con la tua fede, con le tue forze e grazie a quella meravigliosa persona che hai incontrato nel tuo cammino sei riuscita a studiare, a trovare un lavoro e io sono dolce, sono la tua dolce anima e vedo con quanto amore ti occupi persino del tuo paziente che ha bisogno di cure attente e premurose, del tuo paziente che combatte la SLA e tu ti sei riappropriata della tua vita riottenendo l'amore del tesoro più grande: TUO FIGLIO! 
Un giorno di maggio trovi nuovamente rannuvolato quel cielo che scruti al mattino, la stessa situazione l'aveva vissuta 15 anni prima la tua mamma, la stessa notizia... Bussa con un tonfo alla porta del cuore il CANCRO... Oh piccola mia! Ti sento vacillare, ma ne hai passate così tante e non vuoi più permettere a niente e a nessuno di spaventarti ora che hai riconquistato tuo figlio, la tua fiducia, il tuo coraggio e tua madre è per te l'esempio che si può lottare anche con quel terribile nemico nascosto vigliaccamente dentro di te. E si può, si può vincere. Lo combatteremo insieme! Io, la tua anima, non mi arrenderò e, come dici sempre tu, con la tua magica positività, con il tuo meraviglioso sorriso e con il tuo motto: "Non tutto viene per caso". Ho sentito il corpo vibrare come le note di una dolcissima musica e il cuore battere forte quando proprio in quei duri momenti hai incontrato LUI; ho sentito, sai, che gli dicevi: "Puoi scappare se vuoi, io sono malata". Ho sentito che avevi paura della sua risposta e invece tu, sì, proprio tu, hai sentito ciò che il tuo cuore desiderava più di qualsiasi altra cosa: "Io non ti lascerò mai, andrà tutto bene". Ora, finalmente, amica mia, sono meno tormentata perché ti vedo sorridere e correre felice davanti a quel tramonto dove non ci sono più tante nuvole grigie ma solo una donna, un bambino e un uomo che si tengono per mano e io, la tua anima, ti starò sempre accanto, in ogni istante della tua vita.