Tumori con terapie Car-T, un progetto fotografico che racconta la rinascita

Tumori con terapie Car-T, un progetto fotografico che racconta la rinascita

  • di Redazione
  • 26 Febbraio 2026
  • Sardegna

Iniziativa di arte terapia curata da Gilead Kite con il patrocinio di AIL

Sei storie di malattia, di oncolematologia in un viaggio fotografico che racconta vita, rinascita e conquista.

E’ questo il progetto "Da qui in avanti" di Gilead Kite, che raccoglie gli scatti dei giovani fotografi dell'Istituto italiano di fotografia. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) e l'associazione La lampada di Aladino Ets.

I sei protagonisti, Americo, Aurelia, Eliana, Ida, Renato e Luigi, diventano il ritratto di che cosa vuol dire ricevere questo tipo di diagnosi, di quello che avviene dopo e di come, a sei anni dall'arrivo in Italia delle Car-T, un tipo di immunoterapia cellulare che modifica le cellule T in modo che siano in grado di riconoscere e attaccare il cancro, oggi è possibile avere speranza e pianificare il proprio futuro. Nella lotta contro il tumore - secondo i promotori dell'iniziativa -, la terapia non è solo farmacologica: anche l'arte può diventare un potente strumento di cura. L'obiettivo del progetto è dunque sensibilizzare sulle nuove possibilità di cura, trasformando la malattia in un percorso di consapevolezza e di speranza. I volti, i luoghi, i dettagli raccontano più delle parole: il percorso espositivo attraversa l'Italia da Nord a Sud, accompagnando lo spettatore nei luoghi vissuti durante la malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Gli scatti raccontano la forza di chi, grazie alle nuove terapie, è tornato ad immaginare il domani, costruire progetti, riappropriarsi della vita o costruirne una nuova, ma anche le storie di chi è stato accanto e ha accudito, di chi ha ascoltato e capito, di chi ha dedicato cure e attenzioni. "Poter fare la terapia Car-T in tanti centri in Italia permetti ai pazienti di non allontanarsi da casa - spiega Massimo Martino, direttore dell'unità operativa di Trapianto cellule staminali e terapie cellulari del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria e presidente del Gitmo (Gruppo italiano trapianto di midollo osseo) -. Oggi ci sono 51 centri in tutto il Paese, distribuiti in maniera uniforme e che garantiscono tutti un alto livello di cura. Ormai quella di trasferirsi lontano dalla propria residenza è diventata una scelta esclusivamente personale. Questo è un messaggio di rassicurazione da dare per chi purtroppo è ammalato, perché fare le Car-T significherebbe stare tanti mesi lontano dalla propria famiglia, dalla propria città, dalle proprie abitudini".