Tumori, la Cina nuovo colosso nella ricerca scientifica
- di Redazione
- 4 Giugno 2026
- Italia ed estero
L’Italia e l’Europa restano indietro
La ricerca oncologica, non si ferma, corre veloce ma l'Europa, e soprattutto l'Italia, rischiano di rimanere indietro senza una politica di investimenti mirata e programmata con attenzione. Al contempo, nel palcoscenico mondiale spunta la Cina che sta facendo passi da gigante fino quasi a superare il colosso tecnologico Stati Uniti.
Questi elementi sono stati evidenziati da Giuseppe Curigliano, presidente eletto della Società europea di oncologia medica (Esmo) a Chicago durante il congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), il maggior appuntamento mondiale del settore. Curigliano ha messo in guardia dai rischi legati alla nuova mappa geopolitica della ricerca scientifica e agli equilibri che stanno 'ridisegnando' la sfera geopolitica dapprima evidenziando gli ultimi risultati raggiunti: "All'ASCO 2026 sono stati presentati studi rilevanti su molte neoplasie. Risultati importanti sono arrivati, tra gli altri, per il tumore della prostata, in termini di controllo della malattia e ritardo della comparsa di malattia metastatica. Spazio anche ai tumori rari come i liposarcomi, con nuove molecole che si sono dimostrate efficaci nel ritardare la progressione della malattia. E c'è stata quest'anno - spiega durante un’intervista rilasciata all'ANSA - un'esplosione degli anticorpi molecolari bispecifici, ovvero con due 'teste' per riconoscere due bersagli attraverso i quali attaccare il tumore". Stiamo assistendo, afferma, ad "una rivoluzione tecnologica enorme e stiamo raggiungendo la capacità di creare dei farmaci che erano impensabili fino a dieci anni fa. Stiamo addirittura intercettando il cancro, attraverso la biopsia liquida, con l'identificazione di pazienti che ancora non sono pazienti perchè ancora la malattia non si vede alla tac e alla pet, ma è nel dna". Oggi, dunque, "la mission è sempre più quella di sconfiggere il cancro. Sembrano parole grosse, ma in ambiente ematologico ciò è quasi una realtà. Quindi - sottolinea Curigliano - gli obiettivi che si pongono gli investimenti in ambito di ricerca sul cancro sono molto alti. E' un messaggio molto forte di speranza".
Per continuare questo trend è però "necessario potenziare la ricerca e se l'Italia non investe in ricerca e sviluppo le aziende non verranno ad investire da noi e noi negheremmo ai nostri pazienti l'accesso all'innovazione. Dobbiamo creare una rete che attragga le aziende ad investire da noi".
ASCO 2026 vanta circa 45mila professionisti da tutto il mondo ed 8mila studi presentati. Ma oltre il 50% dei lavori provengono arrivano da Cina, Giappone e Corea. Come spiega Curigliano: "La grande tecnologia americana in questo momento ha un forte competitor che è la grande tecnologia cinese e la Cina si sta proponendo sempre di più come una azienda di Stato che produce molecole ad elevata innovatività".
Quest'anno all'Asco, in ogni sessione, sottolinea, "ci sono 1-2 presentazioni di ricercatori cinesi. Questo significa che i cinesi sono diventati molto bravi a fare studi clinici, e che c'è un progetto sistemico, probabilmente politico-strategico, in cui la Cina sta investendo tantissimo in ricerca e sviluppo". E se" l'Italia e l'Europa non si svegliano, rimarremo schiacciati in mezzo a due colossi di ricerca e saremo totalmente dipendenti da loro. Con la Cina che si sta affermando sempre di più come primo polo strategico".
