Tumori e importanza dei vaccini nei pazienti

Tumori e importanza dei vaccini nei pazienti

  • di Redazione
  • 28 Luglio 2025
  • Italia ed estero

L\\\\\\\'importanza dei vaccini nei pazienti immunodepressi

Ogni persona che si ammala di tumore subisce un calo delle difese immunitarie e dovrebbe ricevere almeno cinque vaccinazioni, ovvero l’anti-pneumococcica, l’antinfluenzale, quella contro l'Herpes Zoster, l’anti-Hpv e quella contro il Covid-19.
A ribadirlo sono gli esperti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) in occasione della prima tappa del tour della nuova campagna nazionale "La Vaccinazione nel Paziente Oncologico" che conta 10 tappe in dieci differenti regioni.
L’iniziativa è partita lo scorso 25 luglio al Presidio Ospedaliero Policlinico Duilio Casula di Monserrato, in provincia di Cagliari in cui è stato organizzato un convegno informativo.

Ogni giorno in Sardegna vengono diagnosticati 28 nuovi casi di cancro oltre 10mila l'anno. Gli incontri e la campagna, informa una nota, hanno l'obiettivo di approfondire l'importanza della vaccinazione nei pazienti e fornire informazioni scientifiche aggiornate. 

Mario Scartozzi, Ordinario di Oncologia Medica all’Università di Cagliari e Direttore dell’Oncologia medica dell’Aou della stessa città, ha spiegato:  "I tassi di sopravvivenza a cinque anni sono in linea con quelli registrati in Italia e risultano in miglioramento. L’assistenza a malati, che spesso diventano cronici, deve comprendere anche la tutela della loro condizione di persone fragili e quindi, quasi sempre, immunodepresse. Per questo sosteniamo la necessità di incentivare i vaccini mentre riscontriamo ancora dubbi e perplessità da parte dei pazienti ma anche da familiari e caregiver".

La tendenza generale è vaccinare prima della somministrazione di farmaci o dei cicli di radioterapia, prosegue Scartozzi: "L’oncologo inoltre deve svolgere un’operazione di counseling verso malati e caregiver: nel 30% dei casi il medico specialista propone la vaccinazione completa ai propri pazienti già alla prima visita. Con la nuova campagna nazionale vogliamo incrementare, anche tra i professionisti sanitari, la sensibilità e la preparazione verso tutte le immunizzazioni".

In Sardegna, al momento, non si riscontrano particolari difficoltà nell’organizzazione, ma sembrerebbe che sia la diffidenza o il sottovalutare il problema a influenzare le persone, Scartozzi prosegue: "Una soluzione potrebbe essere quella di effettuare la vaccinazione direttamente nei reparti di oncologia. Il malato riceverebbe quindi cure e vaccini nella stessa struttura sanitaria e ciò può indubbiamente favorire l’incremento dei tassi di immunizzazione".

Aiom è stata una delle prime società scientifiche al mondo a pubblicare delle Linee guida specifiche sulla vaccinazione dei pazienti oncologici. "Bisogna fare il possibile per prevenire infezioni che aggravano le condizioni di salute di un organismo già debilitato dal cancro - sottolinea Valeria Pusceddu, Dirigente Medico dell’Oncologia Medica dell’Aou di Cagliari e Coordinatrice Aiom Sardegna - Anche un semplice virus influenzale può essere molto pericoloso, così come quello dell’Herpes Zoster. I nostri pazienti corrono un rischio maggiore del 40% di sviluppare il cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio". Per ciò che concerne Covid, il virus Sars-CoV-2 non presenta più tassi di mortalità come nella fase più difficile della pandemia, ma può comunque creare molte difficoltà: "Fino al 15% dei malati tende a sviluppare il long Covid, precisa Pusceddu, è compito dell’oncologo stabilire il ‘calendario vaccinale’ del singolo paziente in base al suo stato di salute e alle terapie".