L’importanza della chirurgia nel trattamento del tumore ovarico

L’importanza della chirurgia nel trattamento del tumore ovarico

  • di Redazione
  • 15 Aprile 2017
  • Italia ed estero

La chirurgia, se ben eseguita e in un centro specializzato adeguato, può aumentare in modo esponenziale la sopravvivenza delle pazienti affette da tumore ovarico.

Questo è ciò che stato affermato da Angelo Maggioni, responsabile della Divisione di Ginecologia allo IEO che, insieme ad altri esperti come Nicoletta Colombo, direttore del Programma Ginecologia allo IEO di Milano, e Giovanni Scambia, del Policlinico Gemelli di Roma sta studiando un documento che ha come obiettivo quello di identificare i centri italiani che hanno le carte in regola per poter operare in maniera adeguata in questo settore.

La chirurgia oggi può essere personalizzata grazie alla biologia molecolare, individuando particolari firme genetiche del tumore, alterazioni specifiche del suo Dna, che aiuteranno il chirurgo a decidere se operare o ricorrere a una chemioterapia prima dell’intervento, per aumentare la percentuale di successo.

«L’analisi genetica sta rivoluzionando l’approccio al tumore dell’ovaio in tutti i sensi – ha commentato Nicoletta Colombo - I geni più importanti sono il Brca1 e 2, quelli che possono essere ereditati e, se alterati, aumentano in modo significativo la probabilità di sviluppare la neoplasia non solo all’ovaio ma anche della mammella." 

Questo argomento è stato anche recentemente trattato in un convegno che si è svolto a gennaio all’Istituto Europeo di Oncologia, che ha visto la partecipazione dei migliori esperti internazionali provenienti dai più noti centri oncologici mondiali: dalla Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, al Massachussetts General Hospital di Boston, dall’University of California di Irvine al Memorial Sloan Kettering di New York per quanto riguarda l’America e, dalla Germania, con la Clinica Ginecologica dell’ospedale di Essen.