AIOM: il 16% dei lavoratori lascia il posto dopo la diagnosi di tumore
- di Redazione
- 12 Novembre 2025
- Italia ed estero
In occasione del congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) a Roma, è emerso un dato drammaticamente significativo della tutela indirizzata ai lavoratori che vige oggigiorno nel nostro sistema.
In Italia il 16% delle donne e il 15% degli uomini colpiti da tumore hanno dovuto abbandonare il lavoro per sostenere le cure.
"Abbiamo già dimostrato, in uno studio su 3.760 cittadini con tumore in Italia, che al momento della diagnosi il 26% deve affrontare problemi di natura economica e il 22,5% peggiora questa condizione di disagio durante il trattamentoQuesti ultimi, inoltre, hanno un rischio di morte nei mesi e anni successivi del 20% più alto", ha spiegato Francesco Perrone, presidente Aiom.
Non solo, attraverso il questionario Proffit (Patient Reported Outcome for Fighting Financial Toxicity), uno strumento tutto italiano, è possibile misurare il peso economico che i pazienti oncologici subiscono a causa delle carenze del sistema sanitario pubblico. Si stima che, in media, i pazienti oncologici spendono di propria tasca 1.800 euro all’anno per compensare costi di viaggi, acquisto di parrucche o reggiseni post operatori, fisioterapia, chirurgia ricostruttiva integratori e via dicendo.
Nel 2024 in Italia sono state 390.100 le nuove diagnosi di tumore e il dato di quante di queste continuino a vivere grazie al progresso medico nel campo sale di anno in anno. La vittoria scientifica, però, dovrebbe essere accompagnata da un progresso del welfare per non diventare, come l’ha definita Elisabetta Iannelli di FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), una sconfitta sociale.
