Lo psiconcologo risponde

Mittente: Gessica

18 Luglio 2017

Buonasera, ho da poco scritto un messaggio per la richiesta di alcune informazioni sulla pagina dello specialista, ma dopo pochi minuti mi ritrovo a scrivervi un altro messaggio, forse solo per sfogarmi un po'. Mi presento: mi chiamo Gessica, ho 29 anni e sono al nono mese di gravidanza. Quattro anni fa hanno diagnosticato un cancro al colon a mio padre, per il momento è sopravvissuto anche ad una recidiva ma, ogni sei mesi, quando ha i controlli, vivo giorni di profonda ansia. La nostra vita è scandita dai controlli, ogni sei mesi teniamo il fiato sospeso in attesa dei risultati. Da quando si è ammalato sono diventata molto ansiosa, vivo con la costante paura che torni il mostro. Qualche giorno fa mia madre, che ha solo 53 anni, mi ha detto che ha avuto un ritorno di ciclo mestruale dopo due anni di menopausa. Ha appuntamento dalla ginecologa per fine settimana prossima. Ma ho ricominciato a trattenere il fiato. Dormo poco, mangio poco, non riesco a fare nulla. Sono paralizzata da un vortice di pensieri. Io non voglio piú vivere cosí. Non ce la faccio. Non riesco a pensare che tra 4 settimane metterò al mondo il mio bambino e, magari nel frattempo arriverà la diagnosi di tumore per mia madre. Non ce la faccio più.


Cara Gessica,

dalla tua lettera emerge il dolore che stai vivendo che è proporzionato all'amore verso i tuoi genitori...immenso! Il tumore è la patologia più diffusa e la medicina è sempre più avanzata. I tuoi genitori si stanno curando e tuo padre ha combattuto con forza e coraggio la malattia e lo ha fatto certamente anche per te...pertanto non mollare soprattutto adesso che stai per dargli il dono più bello nella vita, un nipotino. Loro avranno un'ulteriore motivazione per affrontare ciò che oggi si può affrontare e governare. Credo che in un momento così faticoso sia utile poter appoggiarsi a qualcuno che potrebbe aiutarci, come ad esempio ad una psicologa della tua zona. Io resto sempre a tua disposizione quando vorrai. Tanti auguri per la tua creatura.

Dott.ssa Nadia Brusasca


Fai anche tu una domanda ai nostri medici specialisti o raccontaci la tua esperienza!

Parla con noi... Scrivici ora!

Mittente: Eliana

18 Febbraio 2017

Buongiorno Dottoressa,

sono una paziente oncologica, ARRABBIATA perché nessuno mi ha mai consigliato un aiuto psicologico, nonostante ne avessi bisogno. Mi trovai a cercare nei siti per avere un aiuto! Mi sembra così impossibile e ingiusto che ai giorni nostri non si possa avere un aiuto globale, perché il tumore non mi ha solo toccato nel fisico, ma anche nell’animo. Vivo in un piccolo paese vicino a Cagliari, le chiedo come posso avere un aiuto psicologico?

Grazie mille,
Eliana


Cara Eliana,

ha perfettamente ragione quando dice che ai giorni d’oggi non si tende ad un approccio globale alla persona che incontra la malattia. Come dice lei, la malattia intacca tutte le sfere della vita: quella fisica, quella psicologica, quella sociale e quella spirituale. Quando siamo malati, proviamo dolore fisico intaccando la nostra sfera psico-sociale, perché non abbiamo forza e voglia di dedicarci agli altri, alle nostre attività quotidiane. La malattia ci toglie la forza e abbiamo bisogno di attingere dalle nostre risorse psicologiche . Da soli non possiamo farcela, perché siamo troppo coinvolti e non vediamo quelle possibili soluzioni che sono accanto a noi. Un aiuto psicologico serve sempre. Purtroppo in Sardegna la Psiconcologia non è ancora ben adoperata e sostenuta. A Cagliari operano delle brave psiconcologhe, specializzate proprio in Psiconcologia, ma non sono purtroppo nel pubblico. Mi faccia sapere Eliana se vuole qualche riferimento. Resto a sua disposizione.

Un caro saluto,
Nadia Brusasca


Fai anche tu una domanda ai nostri medici specialisti o raccontaci la tua esperienza!

Parla con noi... Scrivici ora!